domenica 31 agosto 2008

Nord Argentina: Salta e Jujuy

Se vi trovate in Argentina in periodo invernale, dedicate almeno una settimana al Nord. Clima secco e temperature miti rendono quei luoghi particolarmente acconglienti durante l'inverno. Raggiungete Salta in aereo e da lì organizzatevi per delle escursioni nella provincia di Salta e Jujuy, ma prima di lasciare Salta, "la linda", non dimenticate di trascorrere almeno qualche serata nei locali tipici, peñas, dove vive il vero folclore argentino. Vi consigliamo la Vieja Estación, Balcarce 885, la Panaderia del Chuña, Balcarce 475 e, nel fine settimana, la Casona del Molino, Luis Burela 1 (angolo Caseros 2500). A Salta consigliamo inoltre visitare il Museo Historico del Norte, Iglesia Catedral, Museo de Bellas Artes, Iglesia San Francisco, Convento de San Bernardo e il Museo Antropologico. Al Nord dell'Argentina si può evitare di mangiare il solito asado sostituendolo con ottime empanadas e humitas. Un posto molto "ruspante" dove si possono mangiare con pochi pesos buonissime empanadas y humitas del Norte è al Mercado Central, tra Florida e San Martin.

Per le vostre escursioni consigliamo di muovervi con un auto in affitto in modo da poter sostare a piacimento in più villaggi andini dove potrete gustare varietà di humitas, folclore e tanto buon vino a prezzi veramente convenienti. Fate attenzione, però, prima di intraprendere alcuni percorsi, di informarvi bene sulla percorribilità delle strade perchè alcune sono impervie e pericolose, come la SN 40 che va da Cachi a Abra El Acay. In alternativa, se non avete voglia di guidare, potreste affidarvi ai tour operators di Salta.

Ovunque i parorami sono da mozzafiato e la natura e qualcosa di indescrivibile. Facciamo qualche esempio di una escursione tipica. Percorrendo la SN 51, dopo aver lasciato Salta, si attraversa Campo Quijano con le sue piantagioni di tabacco "Virginia" e, attarversando la Quebrada del Toro, si arriva a Santa Rosa de Tastil in cui si trovano i resti intatti di un insediamento preincaico. A differenza di Tastil, l'insediamento preincaico di Tilcara, che si trova a metà strada percorrendo la SN 9 direzione Tumbaya-La Quiaca, è totalmente ricostruito. Superato Tastil si arriva a un piccolo villaggio di minatori: San Antonio de los Cobres, dove vi è una importante stazione del Tren a las nubes. Si tratta di un treno turistico che parte dalla città di Salta (1200 metri slm) e attraverso ponti, viadotti, tunnel e zig zag si inerpica su per innumerevoli tornanti per 438 Km, andata e ritorno, fino ad arrivare a 4575 metri di altitudine, accaparrandosi così il quarto posto nella classifica delle linee ferroviarie più alte del mondo. Quando ad inizio luglio siamo passati da quelle parti il treno non era in funzione ma abbiamo saputo per certo che il 6 agosto ha ripreso a funzionare regolarmente. Il Tren a las nubes è gestito a Salta da un'agenzia di turismo in Caseros 443 tel. 0387-4314984. Uscendo da San Antonio de los Cobres, si abbandona la SN 51 per la SN 40 arrivando su una immensa distesa di deserto di sale impressionante (4.200 metri slm). Abbandonando questa enorme distesa di sale è possibile incontrare contadini con lama al seguito e se si è fortunati si possono ammirare i più rari vigogna, ma della stessa famiglia dei lama, che scorazzano liberamente per le montagne mangiando erba e rincorrendosi saltellando.Percorrendo la lunga Quedrada de Humahuaca si arriva all'omonimo villaggio dove, nella piazzetta principale, c'è un piccolo e interessante mercato artigianale. Andando avanti per qualche chilometro si giunge così ad un altro piccolo villaggio costruito ai piedi di una montagna policroma chiamata Cerro de los Sietes Colores. Se amate trascorrerre una notte da incanto in un posto unico fermatevi a Purmamarca a Los Colorados (200 pesos in camera doppia inclusa prima colazione) http://www.loscoloradosjujuy.com.ar/

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mercoledì 27 agosto 2008

Yo quería bailar - Carlos Gavito, vida, pasión y tango

Nel mese di febbraio 2008, in occasione del 2° Encuentro de Tango Milonguero a Buenos Aires, è stato presentato dall'autore Ricardo Plazaola un libro su Carlos Eduardo Gavito. Questo libro è anche il risultato delle continue confidenze fatte da Gavito a Plazaola nel piccolo appartamento in calle Lima dove Carlos si rifugiò nella fase finale della sua vita.
Ricardo Plazaola, padre della famosa ballerina e maestra di tango Maria Plazaola, iniziò la sua carriera come giornalista in diverse riviste. Fu direttore per dodici anni del notiziario di radio Mitre e di Canale 9 e, successivamente, docente della scuola di giornalismo TEA. Attualmente conduce in radio un programma Bailo Tango, riferito escusivamente al mondo delle milonghe.
Su Carlos Gavito tanto è stato scritto e tanto è stato detto. Per questo motivo scelgo volutamente di non aggiungere altro, anche se io e Tiziana siamo stati testimoni di sue significative confidenze durante il periodo da lui trascorso a Catania.
Il 1° luglio 2005, giorno della morte di Carlo, i giornali di Buenos Aires titolarono:
LLORA LA MILONGA: MURIO GAVITO.
Il libro, in lingua castillana, è edito Dunken, Buenos Aires (http://www.dunken.com.ar/).


CAFE DE LOS MAESTROS - Trailer

Questo trailer è sempre qualcosa di tangibile su Café de los Maestros. Ma vi consigliamo vivamente, appena potrete, di andare a vedere questo prezioso film-documentario unico nel suo genere.
Tiziana ed Ennio

Café de los Maestros


Il 26 giugno 2008 è stato proiettato nelle sale cinematografiche di Buenos Aires il film-documentario Café de los Maestros. Noi abbiamo avuto la fortuna di poterlo vedere. Una emozione indescrivibile! Alla fine della proiezione tutti abbiamo applaudito ininterrottamente per più di dieci minuti e molti degli intervenuti erano in lacrime.
Il film-documentario è l'incontro delle grandi leggende viventi del Tango. Uomini e donne ("maestros"), con età tra 70 e 95 anni, rivelano i misteri e l'essenza di questa musica che ha preso il mondo intero per quasi più di un secolo.
Il musicista, compositore e produttore Gustavo Santaolalla, nel recuperare los Maestros e metterli insieme, ricostruisce tutto un percorso di arrangiamenti musicali con una registrazione storica mai pubblicata prima. Questo suo lavoro culmina con una grande performance di tutti "Los Maestros" al Teatro Colon.
Il film è stato proiettato in sala in ricordo di tre grandi maestri scomparsi prima del completamento della stessa opera: Carlos Garcia (1914, pianista), Lagrima Rios (1924, cantante) e José Libertella (1933, bandoneonista).
Altri Maestri che hanno partecipato all'evento sono: Anibal Arias (1922, chitarrista), Attilio Stampone (1926, pianista), Ernesto Baffa (1932, bandoneonista), Ubaldo De Lio (1929, chitarrista), Virginia Luque (cantante, 1927), Osvaldo Berlingieri (1929, pianista), Leopoldo Federico (1927, bandoneonista), Alberto Podestà (1924, cantante), Emilio Balcarce (1920, violinista), Nelly Omar (1911, cantante), Carlos lazzari (1925, bandoneonista), Horacio Salgan (1916, pianista), Mariano Mores (1918, pianista).
La opera esprime quattro grandi scuole di tango della decade '40 e '50: Carlos Di Sarli, Juan D´Arienzo, Osvaldo Pugliese e Aníbal Troilo.
Il ministro della Cultura Argentina, Hernán Lombardi, ha dichiarato che il film è un documento storico di elevato interresse culturale.
Durante il mese di luglio è stato pubblicato un doppio album dei brani presenti nel film, non tutti ballabili, ma veramente unici. Naturalmente ne possediamo una copia già dal primo giorno della sua commercializzazione.

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lunedì 25 agosto 2008

Clavel del aire

Quest'anno, durante una escursione nel Nord dell'Argentina, ho avuto modo di osservare questo strano groviglio di erbetta secca arrotololato tra i fili della corrente elettrica. Incuriosito, chiesi a un amico argentino, esperto botanico, di cosa si trattasse. L'amico, con molta sufficienza mi rispose: ma come non lo sai? E' "el clavel del aire".
Ebbi un sussulto e subito mi venne in mente parte di un tango del 1946 di Carlos Di Sarli cantato da Jorge Duran, clavel del aire, che io conosco bene:

Como el clavel del aire, así era ella, igual que la flor prendida en mi corazón... Oh, cuánto lloré porque me dejó...! Como el clavel del aire, así era ella, igual que la flor en esta región, igual que un ombú solito y sin flor, así era yo!
Y presa del dolor los años viví, igual que un ombú en esta región. Y mi ramazón secándose iba cuando ella una tarde mi sombra buscó. Un ave cantó en mi ramazón y el árbol sin flores tuvo su flor.
Más, un feliz viajero, viajero maldito!, el pago cruzó. En brazos de él se me fue, y yo me quedé de nuevo sin flor. El que cruzó fue el viento, el viento Pampero que se la llevó...!

Bello, tutto molto bello, però qualcosa non mi tornava. Come mai nel 1930 Fernán Silva Valdes (con musica di Juan de Dios Filiberto) pubblicando il tango "clavel del aire" scrisse che lei, la donna, era bella così come un fiore di clavel?
Certo che a vedere quell'intreccio di rami secchi non mi veniva proprio di paragonarlo ad una bella donna.
Un paio di giorni dopo, più a sud, a Cafayate, ho fotografato un altro clavel adagiato in un tronco d'albero ma che aveva già qualche foglia.

Certamente questa volta si riesce ad intravedere almeno un pò di vegetazione ma siamo molto distanti dal paragonare el clavel a "ella, igual que la flor". Qui di fiori nemmeno l'ombra, ma evidentemente non era stagione di fioritura. Ma cosa è questo clavel del aire?

El Clavel del aire appartiene alla specie di Tillandsia capillaris, famiglia Bromeliaceae, ordine Bromeliales. Vive sospeso in aria assumendo acqua, come vapore, microelementi, sostanze azotate e nutrienti dall'aria attraverso gli stomi e le piccole radici. Non sono piante parassite, hanno un loro apparato biosintetico autonomo. Ma il fiore, il fiore è qualcosa di veramente stupendo!

Ora capisco Fernán Silva Valdes quando scrisse "así era ella, igual que la flor". Purtroppo le cose belle non durano tutto il tempo e..."el viento Pampero que se la llevó...! "

Chi volesse ascoltare altra interpretazione strumentale di clavel del aire può provare con l'Orchestra Tipica Victor, anni 30, o con Florindo Sassone, anni 50.



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El Social


Cari amici, se volete trascorrere a Buenos Aires un sabato sera in una milonga veramente diversa dalle altre, andate da El Social (vedi link http://www.elsocialbuenosaires.blogspot.com/)
Avete riconosciuto qualcuno tra gli organizzatori?
Si! Proprio loro: Viviana Parra e Mariano Pedernera






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domenica 24 agosto 2008

Susana Miller ritorna a Catania

Quest’anno, dopo quasi 2 anni di assenza dall’Europa, è ritornata il 15 e 16 marzo 2008 a Catania per uno stage Susana Miller.




Le classi sono state, come al solito, frequentatissime e seguite con tanto entusiasmo da parte di tutti, milongheri e non. La didattica di Susana è così profonda e interessante che riesce a porre fine, tra i tangheri, alla continua diatriba sugli stili da studiare del tango argentino.
Ma, meraviglia tra le meraviglie, indovinate chi era presente nelle classi della Miller a fare da aiutante (cosiddetto “supporter”)?
Miguel Bonasso, deputato argentino dell’attuale governo di Cristina Kirchner.

In effetti Miguel, compagno di Susana ed entrambi ospiti a casa nostra, si era offerto molto simpaticamente di aiutarci per lo stage.
Miguel Bonasso è anche giornalista e scrittore. I suoi scritti sono delle denunce contro ogni forma di intrigo politico e di collusioni varie.
Miguel afferma, con sarcasmo, che gli argentini, in fondo, sono figli di italiani e dai loro antenati hanno ereditato vizi e virtù.
E’ stato perseguitato e condannato a morte dalla dittatura militare e ha vissuto in clandestinità per tre anni. A Roma ha fatto parte per due anni del Consiglio Superiore del Movimento peronista montonero. In Italia ha fatto conoscere per primo gli orrori della dittatura militare argentina. Prima di rientrare in Argentina, dopo il suo esilio, ha vissuto in Messico per dodici anni lavorando come giornalista e denunciando i crimini che avvenivano nella sua patria.
Se non l’avete ancora letto, vi consigliamo “Ricordo della morte”, edizioni NET, e “Diario di un clandestino”, edizioni Marco Tropea.

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giovedì 21 agosto 2008

Martedi 4 marzo 2008: I Macana alla Bonajuto

Finalmente Los Hermanos Macana a Catania invitati da Tiziana&Ennio di NeoTango. Eccovi qualche foto ricordo della divertente serata del 4 marzo 2008.
Attenti cari amici che i Macana minacciano di ritornare perchè sono rimasti incantati dalla accoglienza ricevuta!



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